venerdì 18 dicembre 2009

Torte: Buon Compleanno Wanda June!


All’inizio degli anni settanta Kurt Vonnegut decise che avrebbe abbandonato la scrittura di romanzi per darsi esclusivamente alle commedie. Non perseguì a lungo questo voto, ma di quella solenne promessa ci resta “Buon Compleanno, Wanda June”.

Non intendendomi particolarmente di testi teatrali non mi addentrerò a fondo in questioni di competenza di registi e drammaturghi.

Cuore e nucleo della commedia è ancora una volta l’urgenza di Vonnegut di condannare qualunque forma di conflitto violento e ci mette tutta la sua abilità ed il suo tagliente umorismo. Manca il sottile cinismo e la rassegnazione che contraddistinguono opere come “Mattatoio 5” o “Ghiaccio Nove” o “Madre Notte”, ed i personaggi sono limpidi nelle loro esternazioni e immersi completamente nella loro vicenda. C’è invece l’impeto e la speranza pacifista che in quel periodo portarono a credere alla fine di tutte le guerre.

In questa sorta di lungo sketch alla “Saturday Night Live” Harold, un moderno Ulisse, torna a casa dopo 8 anni dalla moglie Penelope che lo crede morto e dal figlio Paul che, come Telemaco, aspetta con ansia il ritorno del padre. In effetti è l’unico, dato che Harold è ricordato come un uomo coraggioso ma spietato, grande combattente. La sua casa è tappezzata di trofei di caccia, la sua opinione delle donne è carica di sciovinismo.

Durante la sua assenza Penelope s’è presa una laurea e, dopo che il marito è stato ufficialmente dichiarato morto, ha cominciato ad uscire con altri uomini. Il suo fidanzato è Woodly, un medico pacifista sul modello dei migliori frikkettoni dell’epoca.

Nell’appartamento di Harold e Penelope si scatena la furia del primo, che è ben deciso ad imporre la sua prepotenza come un tempo e a ristabilire gli antichi equilibri. Ma in otto anni le cose cambiano e il suo atteggiamento in breve si spoglia dell’aura mitica di grande cacciatore rivelando un uomo minuscolo che cerca il conflitto perché non sa rapportarsi in modo diverso con gli altri.

A dare un tocco di surrealtà alla situazione (se ce ne fosse bisogno) sono alcuni fantasmi (che compongono una specie di coro greco): un criminale nazista, una moglie precedente di Harold e la piccola Wanda June, una bambina di 10 anni investita da un camion il giorno del suo compleanno e finita in paradiso, del quale ci racconta meraviglie, prima tra tutte il gioco delle bocce, che pare essere pressoché l’unica attività praticata lassù.

Trattandosi di una commedia, Kurt ha dovuto rinunciare alle strutture narrative barocche a cui ci ha abituati e sintetizzare moltissimo il suo pensiero, risultando forse leggermente didascalico. Non vi sono grandi indicazioni per la messa in scena e dobbiamo pensare che il regista, il produttore e gli attori che la recitarono per pochissime repliche abbiano goduto della massima libertà d’azione. Tuttavia, il marchio di fabbrica è innegabile e la personalità di questo straordinario scrittore traspare chiaramente dalle situazioni, dai personaggi e dalle battute, dirette ma fulminanti. Soprattutto per chi già lo ama. Ma non solo.

(Kurt Vonnegut “Buon Compleanno Wanda June” 1995 Elèuthera Editore)

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